Inzinzines

Sette miniature minerai al monocordo

Sabato 11 maggio alle ore 18 alla Certosa di Firenze è andata in scena la prima assoluta di Inzinzines, sette miniature minerali di poesia al monocordo. Versi e voce di di Pier Luigi Berdondini.

Inzinzines è una parola inventata da Berdondini, prendendo spunto dalla fonetica del dialetto romagnolo. Per traslitterazione in italiano potremmo dire inzinzinarsi, contagiare e contagiarsi, interrogarsi e interrogare e forse anche ribellarsi fino a farsi carico di contrastare l’indifferenza esplorando umanità nascoste e voci obliterate di rassegnazione.

Inzinzines si ispira alla figura di Tebaldo, un antico miniatore custode di inchiostri e pigmenti per capolettera di codici miniati. Tebaldo affida alla sensibilità delle dita la percezione sensoriale delle metamorfosi del nostro tempo. Antichi codici e poesia dei nostri giorni. In una girandola di suoni che Berdondini definisce minerali “Una carezza minerale, sfiorare, esplorare, plasmare il verso della terra e dei suoi minerali. La poesia, nei giorni inquietanti di fame e sete di pace, scava nelle vibrazioni della fertilità, labirinti sonori e sinusoidi acustiche che abbracciano il bisogno essenziale di fare frutto e condividere seme”.

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